La proliferazione dell'aggressivita' e della maleducazione tra i suoi abitanti danneggia l'immagine di Mosca. Comportarsi educatamente viene interpretato come un segno di debolezza.
Ho un amico milanese che lavora a Mosca, pero' spesso passa alcuni giorni in Italia. Un giorno andai io a Mosca ospitato nel suo piccolo appartamento. Un giorno, quando ci siamo trovati in una coda immensa nel centro di Mosca mi dice: "Mi sento schizzofrenico ogni volta che viaggio da Milano a Mosca o da Mosca a Milano. Per sopravvivere bisogna essere due persone differenti. Se mi comporto qui come se vivessi a Milano, mi tratterebbero come se fossi imbecille o un disgraziato. Pero ' se non cambio di stile nell'uscire da Mosca, penseranno che sono un cafone o che sono impazzito".
Il mio amico ha ragione. Un europeo che non si munisca di una specie di commutatore interno avra' grossi problemi ad adattarsi a due realta' tanto differenti. Secondo uno studio recente di un famoso portale turistico internazionale, Mosca si trova nella lista nera delle citta' maleducate e piu' ostili verso i turisti per l'aggressitvita' e maleducazione dei suoi abitanti, che si sono trasformate nei segni particolari della capitale russa.
Morte assurda
Puo' capitare in qualsiasi momento. E' lo stesso trovarsi nella strada, in una macchina, in un ristorante oppure negli uffici della polizia. Qualsiasi conflitto irrisorio puo' crescere come la schiuma e trasformarsi un una lotta mortale. Questo e' stato il caso di uno studente di Mosca Alexander Lavrushin, di 18 anni, che stava finendo di transitare su un passaggio pedonale quando sul suo cammino si incrocio' un lottatore professionale che stava fermo con il semaforo rosso nel suo nuovo Mercedes nero.
Secondo i testimoni, lo studente impedi' che il lottatore fosse il primo a partire all'accendersi la luce verde per le macchine. Si vede che il lottatore aveva molta fretta, perche' partecipava in una gara illegale per le vie di Mosca. Scese dal Mercedes e colpi' due volte alla testa lo studente che mori' in quel posto a causa dell'emorragia cerebrale. Piu' tardi il tribunale di Mosca condanno' il "pilota" frettoloso a sette anni di carcere.
Lotte tra conduttori e pedoni sono all'ordine del giorno a Mosca. Il passato aprile il proprietario di un lussuoso 4x4 cerco' di ferire con un coltello un pedone che stava attraversando la strada nel passaggio pedonale. Per fortuna il ferito sopravvisse.
Le aggressioni e l'aggressivita' sono invevitabili a Mosca, come il sorriso di un cameriere in un buon ristorante. Sono parte della vita e della mente degli abitanti di questa citta', ci dice il giornalista americano Yasha Levin, che risiede nella capitale russa.
Nemmeno la crisi finanziaria, che provochera' riduzioni di personale in tutte le attivita' produttive e terziarie, ha potuto evitare che i cittadini che lavorino nei servizi cambino la loro attitudine sprezzante verso i clienti, attitudine ereditata dai tempi dell'Unione Sovietica. Nei negozi, nei bar e nelle farmacie, i dipendenti fanno ancora meno attenzione ai clienti. "Siamo in crisi e se domani non lavoro piu' qui, perche' dovrei sforzarmi?" spiega una cameriera del bar Riumochnaia, nel centro di Mosca, dove si serve il menu' del giorno. Alla domanda sulla possibilita' di ricevere una mancia, risponde "Verra' un altro cliente che me la lascera'. Non vado ad ammazzarmi per 100 rubli (circa 3 euro)".
Come se fosse un favore
Considerando questa filosofia, non c'e' da stupirsi che a Mosca, normalmente, i clienti cerchino di essere amabili e sorridenti verso i lavoratori, che fanno il loro lavoro come se fosse un favore. Se ti comporti bene, probabilmente ti servono meglio.
Pero' esiste anche un punto di vista differente: a Mosca devi fare la faccia da duro e comportarti come un cafone. Se sei bene educato, la gente lo considera come un segno di debolezza ed adulazione. Non bisogna far passare le macchine. Non e' consigliato salutare i vicini. Non bisogna sorridere a nessuno. Queste sono le norme di comportamento che, mezzo per scherzo e mezzo seriamente, mi dice il mio amico mentre siamo nella capitale russa.
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